Guida alla tassazione dei redditi
da piattaforme di prestiti p2p nel 2020

Tassazione per i redditi da p2p lending italiano

Dal 2018 i ricavi effettuati con il peer to peer lending su piattaforme italiane (come Smartika) sono assimilati a redditi da capitale.

Questa novità, per molti di noi, significa una tassazione più bassa di quella che avremmo avuto prima del 2018 quando questi stessi proventi facevano cumulo sul reddito. Ora vengono infatti tassati ad una aliquota fissa del 26%.

Questa piccola detassazione potrebbe anche favorire, nel futuro prossimo, un ulteriore allargamento della platea ed una maggiore “istituzionalizzazione” di questo tipo di investimenti in Italia, come già successo in UK.

I lender italiani, inoltre, agiranno da sostituto d’imposta trattenendo alla fonte la quota del 26% dovuta all’erario evitandoci l’onere della dichiarazione.

Tassazione per i redditi p2p lending europeo: quadro RL

Per tutte le altre piattaforme non italiane su cui ho investito (Mintos, Grupeer, Envestio ecc)  questa regola purtorppo non vale. Per dichiarare tali redditi prodotti all’estero, dovrete compilare la sezione I-A del Quadro RL nel rigo RL2, indicando nella colonna 1, il codice “1”. I vostri interessi saranno, a questo punto, tassati secondo la vostra aliquota fiscale. La tassazione oscillerà quindi tra il 23% ed il 43% a seconda dei vostri redditi.

Monitoraggio delle giacenze estere: quadro RW

Per tutte le piattaforme europee sarà altresì obbligatoria la compilazione del quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche utilizzando il codice “14” relativo ad “altre attività estere di natura finanziaria“.

Dovremo quindi compilare una riga per ogni intermediario finanziario, contenente la somma delle giacenze medie di tutti i conti presenti presso quell’intermediario.

IVAFE per il p2p lending europeo

L’IVFE è una imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Il valore di tale imposta dipende dal tipo di attività finanziaria dichiarata.

Per conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero l’imposta è di 34,20€ annui ed è dovuta solo nel caso in cui si superi anche per un solo giorno il controvalore di 15000€ o se la giacenza media annuale supera i 5000€.

Per i prodotti finanziari, sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del TUF è richiesto il versamento dell’IVAFE con l’aliquota prevista nella misura dello 0,2% da applicare al totale del capitale investito.

Per le piattaforme p2p europee, la discriminante che definisce se l’attività sia da trattare come conto corrente o come prodotto finanziaro, è se mettano a disposizione un secondary market o no. Se mettono a disposizione un mercato secondario o, più in generale, permettono la “negoziabilità” dei crediti l’investimento si configura come “prodotto finanziario” e rientra nel secondo punto, altrimenti nel primo.

Piattaforme italiane VS piattaforme europee

Riporto una tablla di esempio sull’interesse netto ragiungibile a seconda del vostro reddito nei due scenari:

Nazionalità piattaformaScaglione IRPEFRendita lordaTassazioneIVAFERendita netta
ItalianaIndipendente7%26%Non previsto5,18%
EuropeaSotto i 15K13%23%0,2% *9.81% - 10.01%
Europea15K - 28K13%27%0,2% *9.29% - 9.49%
Europea28K - 55K13%38%0,2% *7,86% - 8,06%
Europea55K-75K13%41%0,2% *7,47% - 7,67%
EuropeaOltre 75K13%43%0,2% *7,21% - 7,41%
* = Dovuto solo in caso di negoziabilità dei prestiti.

Quindi dove conviene investire?

Considerando da un lato il piccolo vantaggio fiscale dell’investire in piattaforme italiane e dall’altro le minor garanzie e gli interessi nettamente più bassi (inferiori al 10% e senza buyback) la decisione finale appare piuttosto semplice. Anche pagando un po’ più di tasse sugli interessi conviene nettamente investire su piattaforme europee.

 

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